PROGETTO
“RIANIMANDO - IMPARIAMO A SALVARE UNA VITA”

 

Tra i principi educativi che muovono la scuola vi è quello di rendere ogni individuo capace di prendere decisioni coscienti circa il proprio benessere, in difesa del proprio equilibrio fisico, psichico, spirituale e sociale.

Poiché è dimostrato che la conoscenza non implica necessariamente il passaggio all’atto, la scuola sembra essere il luogo ideale dove pensare a percorsi che consentano di sperimentare varie situazioni, anche di emergenza, in cui poter pensare, conoscere e mettere in pratica, in un contesto “protetto”, le conoscenze acquisite. I comportamenti di educazione alla salute possono e devono essere sperimentati nell'ambiente educativamente costruito della realtà scolastica, dove le situazioni possono essere predisposte, controllate, monitorate, sottoposte a rielaborazione e a verifica. E' indispensabile, però, fermarsi a far riflettere i ragazzi su quanto hanno appreso, in termini di capacità e di competenze, nei vari percorsi dei progetti: finita quella esperienza, che cosa resta loro di utilizzabile altrove e in altra circostanza non "protetta" e reale? La consapevolezza di “potercela fare” e di fare qualcosa di utile.

Ci sono situazioni di emergenze in occasione delle quali sapere cosa fare e come farlo può fare la differenza tra la vita e la morte, l’adolescente potrebbe trovarsi in una situazione di emergenzanel ruolo di vittima, spettatore o addirittura come “soccorritore”, una di queste circostanze è rappresentata dall’arresto cardiaco. L’ARRESTO CARDIACO può avvenire in seguito a trauma toracico, annegamento, soffocamento, intossicazione, avvelenamento da farmaci o droghe, folgorazione elettrica. Tale patologia (ACC) è una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, dagli studi clinici pubblicati in Europa e negli Stati Uniti (secondo l’American HeartAssociation e l’EuropeanResuscitationCouncil) risulta che l’ACC colpisce una persona su mille, in Italia la stima è di 60.000 persone l’anno.

Un trattamento immediato (entro 4 minuti) di un paziente colpito da ACC con la RCP in attesa del 118, può ridurre i danni del paziente, infatti, per i primi quattro minuti circa l’organismo consuma la riserva di ossigeno di cui dispone, poi gli organi entrano in sofferenza, per primo il cervello. Come regola generale in seguito ad ACC ogni minuto di ritardo dei soccorsi diminuisce del 10% le probabilità di sopravvivenza. Le manovre di RCP messe immediatamente in atto da un testimone di arresto cardiaco, in attesa di personale medico, possono triplicare le possibilità di sopravvivenza, costituendo uno degli anelli della catena di emergenza, ecco perché la RCP deve essere conosciuta e diffusa nella comunità.

Finalità

Finalità del corso è infatti quella di trasmettere agli allievi, adulti di domani, conoscenze circa i comportamenti corretti da tenere nei casi di ACC, così da diventare “RISORSA” nelle situazioni di EMERGENZA.

Obiettivi:

 

  • Favorire l’educazione alla salute e all’emergenza sanitaria nelle scuole;
  • Promuovere negli allievi lo sviluppo della capacità di riconoscere un’emergenza cardiologia;
  • Trasmettere conoscenze sulla catena della sopravvivenza e sulla modalità di attivazione della stessa;
  • Favorire lo sviluppo di abilità tecniche o pratiche in tema di mantenimento temporaneo delle funzioni vitali attraverso le tecniche del BLS (Basic Life support).

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Referente del progetto

Prof.ssa Alessia Lo Leggio

 

 
Sede accreditata

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